Domenica
12 e 19 dicembre 2.009 "Scoiattolina & Pettirosso"
saranno per le strade di Viareggio a far felici i
bambini !
l'opera è stata stampata in 1000 copie e è stata
segnalata
al Concorso Nazionale Rime & Racconti intitolato al
Mondo degli Animali
2010
Pomezia (Roma) Collettiva d'arte
In Principia, 2° Premio Figurativo, dal 16
Gennaio
al 30 Gennaio
Pomezia (Roma)
Collettiva d'arte
DONNA femminile , plurale
dal 13 - 27 Marzo 2010
Galleria Hesperia Pomezia
(RM)

Montefiascone
(VT) 9
Maggio 2010
Incontro
con
presso la
Rocca dei Papi

Civitavecchia (Rm) ForteMichelangelo
29 Maggio
Al 5 Giugno 2010
Kromaticamente
Parlando" ,
A Cura
di Ilaria Pergolesi

Bomarzo (VT)
dal 19 al 27 Giugno
,
Prima Collettiva di Artisti in Tuscia
presso
Palazzo Orsini.
Patrocinio del Comune e della Pro-Loco di Bomarzo

Di seguito
è stato
riportato il pensiero di alcuni Critici, Giornalisti e Curatori incontrati in questi
anni
dal Viandante.
Che non si confonda il pensiero
del critico o del libero pensatore che esprime la sua opinione
sull'opera con
il pensiero dell'artista che è riportato solo nelle sue opere e questo
vale anche nelle opere di Fiore
…”
“Quanti
libri bisogna leggere ….. Quante chiavi bisogna trovare ……..Quante porte
attraversare…..? ...... Quante
pietre bisogna raccogliere per costruire la propria torre ? ......Viandanti
con la propria ombra e con compagni immaginari…


da Orvieto(TR) Mostra collettiva Palazzo dei Sette “Confronti”
Novembre 2009
Fiore Cagnetti
ci spostiamo invece in tutt’altra dimensione, che benché intrisa di
suggestioni oniriche, in realtà trova ragion d’essere in una ricerca
formale ed iconografica che può essere letta in chiave preraffaellita.
La fata di ambra silvana (2009), attraverso la delicata ed idealizzata
bellezza della figura femminile, si fa portavoce di un rinnovato
sodalizio tra Uomo e Natura. I capelli creano un tutt’uno con le foglie
e le bacche, come una nuova Dafne che accoglie in sé la trasformazione,
anche se qui la volontà di assimilarsi al resto della Natura è
spontanea, e non vincolata da un’aggressione esterna, come quella
perpetrata da Apollo. Fatina sotto le foglie (2007) sembra derivare
dall’Ofelia (1852) di John Everett Millais, ma forse è più una
suggestione mia che l’effettivo intento dell’artista. Ma se la
protagonista shakespeariana è morta ed il suo corpo galleggia lieve
sulle acque del Tamigi, qui la bambina è ben viva, ed il fatto di essere
sommersa da foglie autunnali ne fa la fatina del bosco. Come nella
cultura celtica, ella diviene la rappresentazione dello spirito del
bosco, e quindi della Natura. Viene da chiedersi come mai tanta bellezza
ed armonia necessitino di una realtà così distante dalla nostra per
essere espresse; forse c’è bisogno di rifugiarsi in un ideale mondo
passato per riuscire a sopravvivere in uno che, di bello ed armonioso,
ha davvero poco.
Adelinda Allegretti
Como, 6 novembre 2009

E' possibile recuperare l'infanzia? Per molti questa ricerca
è una semplice chimera; il disperato tentativo di provare una felicità forse mai esperita. Per pochi un dovere; la paradossale conclusione di un processo di crescita. Questo vuol dire essere in grado di trasformare il paradiso perduto in un'utopia concreta. In gioco c'è nulla di meno che la realizzazione della propria esistenza. Ma per renderla concreta bisogna prima saper crescere. Il cammello e il leone sono passi indispensabili, pena l'inutile regressione nell'infantilismo. Come umanità abbiamo pagato a carissimo prezzo l'uscita dalla "immaturità auto- imposta", l'uccisione di dio, e per noi
è rimasto l'inganno della ragione. La natura mitica, invece di essere scoperta e redenta,
è stata ridotta a merce, un feticcio senza vita. La speranza ci rimane solo nelle rappresentazioni dell'immaginazione, nell'irrealtà dell'apparenza. I paesaggi a noi familiari si trasformano in un mondo differente,dove le nostre fantasie trovano finalmente una realizzazione. E' questa la scoperta melanconica di una felicità che sappiamo di non poter raggiungere o, meglio, che ci
è preclusa. Un quadro allora diventa una protesta contro la" vita che non vive", una promessa di felicità che non verrà mantenuta, a meno che non si sia disposti a esperire il mondo come nell'infanzia : un'eterna scoperta, un gioco..
Prof. Stefano Giacchetti Ludovisi
Docente di Estetica
John Cabot University, Rome

Le
immagini suggestive di un pittore senza tempo
Un
elfo, con lo sguardo vagamente perso nel vuoto che suona il flauto. E poi
tante ninfe, ora bambine, ora donne, con le ali di farfalla che vagano
nei boschi.
I
colori sono tenui, quasi smorzati ma egualmente lucenti e carichi di
espressività. Un senso di tranquillità un'atmosfera di favola che ti
fa tornare indietro nel tempo senza, però, allontanarti dall'
esperienza vissuta. Una celebrazione della natura stessa che, attraverso
una rivisitazione in chiave magica e mitologica, riacquista quella
dimensione vitale al giorno d'oggi troppo spesso dimenticata. E se la trasfigurazione
del reale, potrebbe, apparentemente, sembrare la negazione di ciò
che ci circonda là, invece, proprio con il recupero della fantasia che
si compie la restituzione all' umano di tutte le proprie, legittime,
potenzialità.
Senza la fantasia, che ci permette di partecipare
emotivamente al fluire delle stagioni non è possibile cogliere la
vera essenza delle cose.
La sua è
una reinterpretazione con l' occhio dell' uomo moderno di quelle
situazioni e di quegli elementi caratteristici della tradizione
favolistica occidentale. L'amore per le cose antiche, quelle che
Cagnetti definisce "ben fatte", che nasce nell'animo di chi
subisce il fascino della memoria storica, certo che non c'è presente
senza passato. Ecco, quindi, che la sua esperienza artistica diventa un
aggirarsi, ora con sospetto, ora con curiosità , tra le cose del passato e del presente, in
cerca di un'esistenza sospesa nel tempo.
di
Evandro Ceccarelli

L'originalità dell'artista comunica, già di per sé, una personale
visione del mondo. Tale è l'impressione che si riceve nell'osservare le
opere di Fiorello Cagnetti: ogni quadro, nell'apparente staticità e
compostezza dei soggetti, nell'equilibrio delle forme e dei colori,
nell'evanescenza degli sfondi, che rendono le immagini brevi spaccati di
mondi fantastici, esprime una notevole tensione comunicativa. Ogni
singolo elemento, ogni personaggio acquista una valenza simbolica,
persino degli elementi tratti dalla realtà naturale viene fatta una
rappresentazione emozionale. Eppure, in antitesi al simbolismo dei
"folletti" che popolano l'animo dell'artista, il pittore
traduce le sue visioni fantastiche con un vivido realismo, con una cura
meticolosa del particolare e un uso calcolato del colore. Tutto
contribuisce, in questo modo, a condurre il fruitore a considerare il
recupero della fantasia, da opporre ad una realtà ormai troppo
sfruttata e banale. Cagnetti propone, con moderna originalità e grande
immediatezza, la fantasia come valore. Nelle sue opere, che sintetizzano
soggetti fantastici e razionalità espressiva, sono protagoniste, in un
incontro-scontro, ragione e fantasia. Egli oppone all'evidenza della
realtà che tutti conosciamo, l'inesauribile vitalità della mente
creatrice; tracciando, in questo modo, un delicato sentiero da
percorrere per spezzare la monotonia di un mondo troppo conosciuto e
troppo detto.
di
Deborah D'agostino

Cagnetti ci conduce attraverso le
sue opere, a metà punto fra il disegno e l'olio, in un viaggio
immaginario al di là del tempo che non ha i
caratteri del sogno ma i riferimenti della favola.
di
Virginia
Catanesi
|

Leggi
e/o
Firma
il
Guestbook
di
Fiore Cagnetti


Ultimo Aggiornamento
|