l'opera è stata stampata in 1000 copie e è stata segnalata al Concorso Nazionale Rime & Racconti intitolato al Mondo degli Animali
2010 Pomezia (Roma) Collettiva d'arte In Principia, 2° Premio Figurativo, dal 16 Gennaio al 30 Gennaio
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L'Artista
Quanti Viandanti sono passati da qui
Fiore
Cagnetti, nasce a Vignanello (VT) il 9 Aprile 1950. Inizia a dipingere
da autodidatta fin da giovanissimo. Nel 1962 apprende le tecniche del
disegno dal maestro Piero Ammannato. IL pensiero che conduce le opere di Fiore “Quanti libri bisogna leggere ….. Quante chiavi bisogna trovare ……..Quante porte attraversare…..? ...... Quante pietre bisogna raccogliere per costruire la propria torre ? ......Viandanti con la propria ombra e con compagni immaginari… Alcune mostre personali e collettive che gli piace citare negli anni: 1975 Roma,Galleria Internazionale d’Arte Moderna”Il Pasquino”. 1980 Roma,Galleria “Il Capricorno" . 1991 Vallerano(Vt) personale di pittura presso la sede della Proloco 1994 Caprarola “Mostra di Pittura Ex-Scuderie diPalazzo Farnese”. 1995 Bolsena (VT) “Mostra di Pittura presso la chiesa di S. Francesco" 1995 S.Oreste (Vt) Mostra di Pittura nel sala Palazzo Caccia-Canali 1996 Canepina (Vt) Mostra di Pittura presso la Chiesa S. Pietro "I linguaggi dell'arte " 1996 Roma “Mostra di Pittura VII Aeroporti di Roma Club”. 1997 Bomarzo Personale di Pittura presso il palazzo Orsini Negli anni successivi ha continuato a lavorare sulle stesse tematiche a lui care partecipando a mostre sul territorio della Tuscia . 2001 Soriano "Personale presso la sala del comunale" in concomitaza della sagra delle castagne, nello stesso anno realizza su tela il Palio della XXXIV per la rappresentazione medievale Ora ha ripreso il cammino con queste personali: 2009 Montefiascone VT Volo Divino Aprile Bolsena VT Personale di Fiore Cagnetti, Agosto Pistoia Arte contemporanea Città di Pistoia, Settembre Pero (MI) Atahotel Expo Fiera Mostra personale “Celtic dream”. 10 ottobre - 10 novembre 2009
Orvieto(TR) Mostra collettiva Palazzo dei Sette “Confronti” Novembre
Soriano nel cimino (VT) Personale di Fiore Cagnetti dal 1 Dicembre al 6 Gennaio 2010 Nel
2009 ha prestato le sue immagini a una favola:
"SCOIATTOLINA
& PETTIROSSO", racconto scritto da Annalisa Fracasso, edito dalla casa editrice CINQUEMARZO di Viareggio
Domenica
12 e 19 dicembre 2.009 "Scoiattolina & Pettirosso"
saranno per le strade di Viareggio a far felici i
bambini !
l'opera è stata stampata in 1000 copie e è stata segnalata al Concorso Nazionale Rime & Racconti intitolato al Mondo degli Animali
2010 Pomezia (Roma) Collettiva d'arte In Principia, 2° Premio Figurativo, dal 16 Gennaio al 30 Gennaio
Di seguito è stato riportato il pensiero di alcuni Critici, Giornalisti e Curatori incontrati in questi anni dal Viandante.
Che non si confonda il pensiero
del critico o del libero pensatore che esprime la sua opinione
sull'opera con
il pensiero dell'artista che è riportato solo nelle sue opere e questo
vale anche nelle opere di Fiore
…”
“Quanti libri bisogna leggere ….. Quante chiavi bisogna trovare ……..Quante porte attraversare…..? ...... Quante pietre bisogna raccogliere per costruire la propria torre ? ......Viandanti con la propria ombra e con compagni immaginari…
da Orvieto(TR) Mostra collettiva Palazzo dei Sette “Confronti” Novembre 2009 Fiore Cagnetti ci spostiamo invece in tutt’altra dimensione, che benché intrisa di suggestioni oniriche, in realtà trova ragion d’essere in una ricerca formale ed iconografica che può essere letta in chiave preraffaellita. La fata di ambra silvana (2009), attraverso la delicata ed idealizzata bellezza della figura femminile, si fa portavoce di un rinnovato sodalizio tra Uomo e Natura. I capelli creano un tutt’uno con le foglie e le bacche, come una nuova Dafne che accoglie in sé la trasformazione, anche se qui la volontà di assimilarsi al resto della Natura è spontanea, e non vincolata da un’aggressione esterna, come quella perpetrata da Apollo. Fatina sotto le foglie (2007) sembra derivare dall’Ofelia (1852) di John Everett Millais, ma forse è più una suggestione mia che l’effettivo intento dell’artista. Ma se la protagonista shakespeariana è morta ed il suo corpo galleggia lieve sulle acque del Tamigi, qui la bambina è ben viva, ed il fatto di essere sommersa da foglie autunnali ne fa la fatina del bosco. Come nella cultura celtica, ella diviene la rappresentazione dello spirito del bosco, e quindi della Natura. Viene da chiedersi come mai tanta bellezza ed armonia necessitino di una realtà così distante dalla nostra per essere espresse; forse c’è bisogno di rifugiarsi in un ideale mondo passato per riuscire a sopravvivere in uno che, di bello ed armonioso, ha davvero poco.
Adelinda Allegretti
Le immagini suggestive di un pittore senza tempo
Un
elfo, con lo sguardo vagamente perso nel vuoto che suona il flauto. E poi
tante ninfe, ora bambine, ora donne, con le ali di farfalla che vagano
nei boschi.
Senza la fantasia, che ci permette di partecipare emotivamente al fluire delle stagioni non è possibile cogliere la vera essenza delle cose. La sua è una reinterpretazione con l' occhio dell' uomo moderno di quelle situazioni e di quegli elementi caratteristici della tradizione favolistica occidentale. L'amore per le cose antiche, quelle che Cagnetti definisce "ben fatte", che nasce nell'animo di chi subisce il fascino della memoria storica, certo che non c'è presente senza passato. Ecco, quindi, che la sua esperienza artistica diventa un aggirarsi, ora con sospetto, ora con curiosità , tra le cose del passato e del presente, in cerca di un'esistenza sospesa nel tempo. di Evandro Ceccarelli
L'originalità dell'artista comunica, già di per sé, una personale visione del mondo. Tale è l'impressione che si riceve nell'osservare le opere di Fiorello Cagnetti: ogni quadro, nell'apparente staticità e compostezza dei soggetti, nell'equilibrio delle forme e dei colori, nell'evanescenza degli sfondi, che rendono le immagini brevi spaccati di mondi fantastici, esprime una notevole tensione comunicativa. Ogni singolo elemento, ogni personaggio acquista una valenza simbolica, persino degli elementi tratti dalla realtà naturale viene fatta una rappresentazione emozionale. Eppure, in antitesi al simbolismo dei "folletti" che popolano l'animo dell'artista, il pittore traduce le sue visioni fantastiche con un vivido realismo, con una cura meticolosa del particolare e un uso calcolato del colore. Tutto contribuisce, in questo modo, a condurre il fruitore a considerare il recupero della fantasia, da opporre ad una realtà ormai troppo sfruttata e banale. Cagnetti propone, con moderna originalità e grande immediatezza, la fantasia come valore. Nelle sue opere, che sintetizzano soggetti fantastici e razionalità espressiva, sono protagoniste, in un incontro-scontro, ragione e fantasia. Egli oppone all'evidenza della realtà che tutti conosciamo, l'inesauribile vitalità della mente creatrice; tracciando, in questo modo, un delicato sentiero da percorrere per spezzare la monotonia di un mondo troppo conosciuto e troppo detto. di Deborah D'agostino
di
Virginia
Catanesi
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Ultimo Aggiornamento mercoledì 03 febbraio 2010 14.32 |